Chiesa di Santa Caterina Ovvero prendersi cura degli edifici

La chiesa di Santa Caterina ha una facciata che si lascia attraversare dall’aria e dalla luce. La parete è decisamente curvata, concava e da essa si staccano quattro colonne a tutto tondo, due nell’ordine inferiore e due, più piccole, nell’ordine superiore.

È una caratteristica rara a Mantova, direi unica, forse perché gli edifici erano pensati più per la afosa e densa atmosfera estiva, o per la nebbia che richiede masse solide e compatte.

Da un po’ di tempo questa bella architettura lanciava messaggi di aiuto, come fanno spesso gli edifici di una certa età, con discrezione ma con insistenza lasciava cadere piccoli frammenti; L’incavo di una guscia, un breve tratto di listello, un porzione di intonaco.

La parte più in vista del nostro intervento consiste sicuramente nel restauro della facciata.

Ma c’è ben altro, ci sono una serie di opere forse meno affascinanti ma non meno importanti che interessano tutto l’organismo; la riparazione di alcune lesioni originate dal sisma del 2012, la manutenzione della copertura, la rimozione di una grande quantità di guano nel sottotetto, la rimozione di banali ma abbondanti ragnatele dalle volte interne.

Si tratta in pratica di prendersi cura di un bene che è della collettività e che abbiamo il dovere di trasmette alle generazioni future.

BUONE FESTE DALLO STUDIOPDA

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Da tutti noi i più sinceri auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo

 

In primo piano per gentile concessione dell’artista e amico Ermanno Poletti uno splendido graffito su intonaci policromi

“San Giuseppe con Bambin Gesù e Madonna”

opera esposta alla mostra Cento presepi in Vaticano e benedetta da Papa Francesco

papafrancesco ermannolow

SO

PESCHERIE DI GIULIO ROMANO: Heritage BIM raccontato a Pescara

galassiaBIM

Presentata a Pescara la sperimentazione Heritage BIM sulle Pescherie di Giulio Romano, il progetto di restauro per la riqualificazione dello splendido monumento mantovano che stiamo conducendo su incarico della Fondazione le Pescherie di Giulio Romano.

Ho raccolto per l’occasione alcuni pensieri che in questi mesi mi hanno accompagnato nel percorso del processo dove l’obbiettivo principale è la definizione di un protocollo per la gestione del processo BIM nel restauro degli edifici appartenenti al patrimonio storico artistico. Il percorso non è semplice, la verifica delle problematiche specifiche di questa particolare progettualità ci obbliga a rivederlo e aggiornarlo continuamente.

In questa prima fase mi sono concentrato sul tema della conoscenza del manufatto oggetto del protocollo e ho sintetizzato le criticità in 4 punti:

1) lo stato di fatto, a differenza del classico processo BIM ci troviamo in presenza di un’esistente, quindi il rilievo e la successiva restituzione diventano momento fondamentale della predisposizione del modello informativo;
2) eccesso di informazione, è un tema che si sviluppa a partire dal tipo di acquisizione che si adotta ma anche dalla difficoltà di definire quali siano le informazioni indispensabili per l’attività di progettazione;
3) discretizzazione, il sistema di raccolta delle informazioni è subordinato alla possibilità di accedervi, il modello potrebbe incorrere in un eccesso di frammentazione o viceversa di eccessiva semplificazione;
4) la conoscenza non conoscenza, le informazioni relative ai manufatti sono in parte occulte, alcune volte i dati sono puntuali (vedi saggi stratigrafici) mentre in altre devono essere interpretati (vedi indagini termografiche), solo un buon lavoro di investigazione e il continuo aggiornamento del modello informativo combinati con la consapevolezza di non aver scoperto tutto ci mette al sicuro da errori marchiani.
Nell’occasione hanno relazionato coordinati dalla proff.ssa Caterina Palestini del Dipartimento di Architettura dell’Università di Pescara:
il prof. Livio Sacchi (docente di disegno, Ud’A, Chieti e Pescara) con “il punto sul BIM”
l’arch. Umberto Alesi (libero professionista, Pescara) con “BIM: il livello di adozione in Europa”
il prof. Tommaso Empler (docente di disegno,università la Sapienza, Roma) con “Dn, Building Information Modeling, Data Semantic, spunti e riflessioni sulla nascita di una rivista sul BIM”
il prof. Ezio Arlati (docente di Progettazione architettonica Assistita, Polimi, Milano) con “Esperienze di mode/lozione digitale di edifici storici: casi esemplari e collaborazione con gli enti pubblici di tutela” e “La modellazione digitale: strumento della strategia di valorizzazione del patrimonio architettonico esistente”
il dott. Vittorio Frego (Bim Factory e D_Vision, Brescia) con “Il BIM dalla teoria alle esperienze pratiche”

Seguite il nostro blog vi terremo aggiornati sull’evoluzione di questa sperimentazione sul BIM RESTAURO che stiamo conducendo insieme a:

www.bimfactory.it

www.piscan.it

sponsor tecnici:

https://www.graphisoft.com/it

http://www.str.it/

SO

GIULIO E MANTOVA – Q14 1996

Nei miei quaderni di schizzi dal vero, ho trovato molti appunti sulle architetture giuliesche. Per vezzo, ripasso – e sollazzo personale – le  pubblico, in ordine sparso così come le trovo sui cahiers. Quadernetto 14, 1996.

(Mantova, Duomo)

(Cittadella, Mantova, Porta Giulia)

(Mantova, via Poma, Casa di Giulio Romano)

  (Mantova, Palazzo Te)

 

Ogni tanto è necessario tornare sui propri passi e fare delle verifiche su chi siamo, da dove veniamo e, come diceva un amico, perchè non arriviamo.

gsb

ARCHITETTURE D’ACQUA – BOTTE VILLORESI

Stamane a Mantova presso la sede del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, è stato presentato il volume “LA BOTTE VILLORESI. Una straordinaria opera idraulica sottopassante il fiume Secchia”, degli amici Vito ed Elena Fiordaligi, per i tipi di Editoriale Sometti.

Tra ‘800 e inizio ‘900 il territorio si arricchisce di meravigliose architetture idrauliche, opere di ingegneria di eccezionale qualità la cui utilità perdura immutata sino ai nostri giorni. La Botte Villoresi ne è esempio manifesto.

 

Un libro ricco di immagini, come piace a noi, e ricco di attenzione a storia, tecnica e cantieristica.

 

 

(gsb)

martedì 18 luglio alle ore 21,15 una conferenza

presso la chiesa di Santa Maria della Vittoria in via Monteverdi, 1 a Mantova Giorgio-Sebastiano Bertoni ci racconterà il restauro della tomba Bazzi Boschi opera che Adolfo Wildt ha eseguito negli anni venti del secolo scorso e oggi è ritornata all’antico splendore grazie al restauro finanziato dall’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani.

Maggiori informazioni sull’opera e sul restauro le potete trovare nei messaggi postati in precedenza sul nostro Blog.

https://studiopdaplus.wordpress.com/2017/06/02/wildt-2/

https://studiopdaplus.wordpress.com/2017/06/01/wildt/

SO

WILDT!

Domani, venerdi 2 giugno 2017, alle ore 17.00 presso il cimitero monumentale di Castiglione delle Stiviere si inaugura il restauro della cappella Bazzi-Boschi, che custodisce la preziosa sculturaopera di Adolfo Wildt.

Insieme a Gilberto Nardi e Elena Fiordaligi, il restauratore Giuseppe Billoni e con il sostegno e la passione di  tutti gli Amici di Palazzo Te abbiamo seguito il lavoro fino alla sua conclusione.

(gsb)