Chiesa di Santa Caterina Ovvero prendersi cura degli edifici

La chiesa di Santa Caterina ha una facciata che si lascia attraversare dall’aria e dalla luce. La parete è decisamente curvata, concava e da essa si staccano quattro colonne a tutto tondo, due nell’ordine inferiore e due, più piccole, nell’ordine superiore.

È una caratteristica rara a Mantova, direi unica, forse perché gli edifici erano pensati più per la afosa e densa atmosfera estiva, o per la nebbia che richiede masse solide e compatte.

Da un po’ di tempo questa bella architettura lanciava messaggi di aiuto, come fanno spesso gli edifici di una certa età, con discrezione ma con insistenza lasciava cadere piccoli frammenti; L’incavo di una guscia, un breve tratto di listello, un porzione di intonaco.

La parte più in vista del nostro intervento consiste sicuramente nel restauro della facciata.

Ma c’è ben altro, ci sono una serie di opere forse meno affascinanti ma non meno importanti che interessano tutto l’organismo; la riparazione di alcune lesioni originate dal sisma del 2012, la manutenzione della copertura, la rimozione di una grande quantità di guano nel sottotetto, la rimozione di banali ma abbondanti ragnatele dalle volte interne.

Si tratta in pratica di prendersi cura di un bene che è della collettività e che abbiamo il dovere di trasmette alle generazioni future.

COLLETTO E PIEDE D’OCA

Più appropriatamente il collo del piè d’oca.

Un dettaglio è la conseguenza di un ragionamento. Scala di servizio in un edificio ecclesiastico del XVIII secolo. L’alzata rientra per dare modo al colletto di avere spazio sottostante per pedata più larga.POL PEG 3

La disposizione dei gradini è corretta in modo da eliminare quelli a triangolo, che sono sempre pericolosi: sopratutto quando si scende bisogna sempre potere appoggiare i piedi.

Il Collo o colletto del piè do’oca non deve mai essere inferiore ad almeno 8cm, meglio 10cm. POL PEG 2

SCALA POLE SCHEMA 2

polpeg 4

POL PEG 1

(gsb)