un PREMIO alla LUNGIMIRANZA

il BIM&DIGITAL AWARD 2018, SAIE 2018

categoria: INTERVENTI di RESTAURO e VALORIZZAZIONE del PATRIMONIO

Un premio per il lavoro di digitalizzazione del costruito che speriamo rappresenti il riconoscimento alla lungimiranza che abbiamo messo in campo in questo ultimo anno e mezzo.

motivazioni premio

Purtroppo per partecipare al concorso era d’obbligo l’anonimato e quindi sul premio non risulta il riferimento al luogo le Pescherie di Giulio Romano, alla committente la Fondazione delle Pescherie di Giulio Romano e al gruppo di lavoro; infatti per questa impegnativa esperienza ci siamo associati con due fantastici partner, Piscan di Bergamo che si è occupata della fase di rilievo laser scanner e prima restituzione con modellazione geometrica del manufatto e Bim Factory che si è sobbarcata l’onere della produzione del modello informativo (come risulta sul premio). Sponsor tecnici per i software utilizzati teamsystem e graphisoft.

Il lavoro prosegue e in questo momento ci stiamo occupando del progetto definitivo ed esecutivo per la realizzazione del secondo stralcio di lavori utili allo sbarco sul lungo RIO, “la spiaggetta” che una volta terminate le opere tornerà ad essere un luogo speciale per la città.

Ecco l’elenco dei premiati e l’articolo su BIMPORTALE

PESCHERIE DI GIULIO ROMANO: Heritage BIM raccontato a Pescara

galassiaBIM

Presentata a Pescara la sperimentazione Heritage BIM sulle Pescherie di Giulio Romano, il progetto di restauro per la riqualificazione dello splendido monumento mantovano che stiamo conducendo su incarico della Fondazione le Pescherie di Giulio Romano.

Ho raccolto per l’occasione alcuni pensieri che in questi mesi mi hanno accompagnato nel percorso del processo dove l’obbiettivo principale è la definizione di un protocollo per la gestione del processo BIM nel restauro degli edifici appartenenti al patrimonio storico artistico. Il percorso non è semplice, la verifica delle problematiche specifiche di questa particolare progettualità ci obbliga a rivederlo e aggiornarlo continuamente.

In questa prima fase mi sono concentrato sul tema della conoscenza del manufatto oggetto del protocollo e ho sintetizzato le criticità in 4 punti:

1) lo stato di fatto, a differenza del classico processo BIM ci troviamo in presenza di un’esistente, quindi il rilievo e la successiva restituzione diventano momento fondamentale della predisposizione del modello informativo;
2) eccesso di informazione, è un tema che si sviluppa a partire dal tipo di acquisizione che si adotta ma anche dalla difficoltà di definire quali siano le informazioni indispensabili per l’attività di progettazione;
3) discretizzazione, il sistema di raccolta delle informazioni è subordinato alla possibilità di accedervi, il modello potrebbe incorrere in un eccesso di frammentazione o viceversa di eccessiva semplificazione;
4) la conoscenza non conoscenza, le informazioni relative ai manufatti sono in parte occulte, alcune volte i dati sono puntuali (vedi saggi stratigrafici) mentre in altre devono essere interpretati (vedi indagini termografiche), solo un buon lavoro di investigazione e il continuo aggiornamento del modello informativo combinati con la consapevolezza di non aver scoperto tutto ci mette al sicuro da errori marchiani.
Nell’occasione hanno relazionato coordinati dalla proff.ssa Caterina Palestini del Dipartimento di Architettura dell’Università di Pescara:
il prof. Livio Sacchi (docente di disegno, Ud’A, Chieti e Pescara) con “il punto sul BIM”
l’arch. Umberto Alesi (libero professionista, Pescara) con “BIM: il livello di adozione in Europa”
il prof. Tommaso Empler (docente di disegno,università la Sapienza, Roma) con “Dn, Building Information Modeling, Data Semantic, spunti e riflessioni sulla nascita di una rivista sul BIM”
il prof. Ezio Arlati (docente di Progettazione architettonica Assistita, Polimi, Milano) con “Esperienze di mode/lozione digitale di edifici storici: casi esemplari e collaborazione con gli enti pubblici di tutela” e “La modellazione digitale: strumento della strategia di valorizzazione del patrimonio architettonico esistente”
il dott. Vittorio Frego (Bim Factory e D_Vision, Brescia) con “Il BIM dalla teoria alle esperienze pratiche”

Seguite il nostro blog vi terremo aggiornati sull’evoluzione di questa sperimentazione sul BIM RESTAURO che stiamo conducendo insieme a:

www.bimfactory.it

www.piscan.it

sponsor tecnici:

https://www.graphisoft.com/it

http://www.str.it/

SO

PESCHERIE DI GIULIO ROMANO – NUVOLA

Procede la restituzione del rilievo laser scanner e la realizzazione del modello delle Pescherie di Levante. Ecco le prime fantastiche immagini ricavate dalla nuvola di punti.

Planimetria e visione d’insieme del comparto Pescherie-Beccherie. Queste immagini incorporano quasi tutti i dati raccolti: le cose “dietro” “sotto” e “in mezzo”. Sulla pianta ad esempio si leggono con estrema chiarezza i rapporti tra le pile del ponte e i pilastri del porticato nonchè  il collegamento sottoponte tra Beccherie e spiaggetta. La parte più luminosa è la parte più documentata ovvero con maggiori informazioni: l’edificio di Levante.


Edificio diLevante, fronte su via Pescheria: le tre campate inferiori del ponte, gli ambienti voltati sottostanti la zona di ingresso, la pendenza della strada sul ponte; al piano superiore sono ben visibili la proiezione della linea di calpestio e le imbotti delle finestre. Il ponte abitato costruisce una relazione complessa tra le parti.

Il fronte a Rio: in un unica rappresentazione, differenti piani : la successione dei complessi sistemi voltati ai piani inferiori, la visione complessiva del portico, le esatte campate del ponte. L’oggettività del laser scanner supera qualsiasi artificio messo in campo dal Pippi per ingannare la nostra percezione delle misure su edifici che sono il risultato spesso dell’accorpamento e reimpiego di strutture pre-esistenti.

Sezione dell’edificio di Levante a partire dal portico su via Pescheria. Impressionanti i riempimenti delle volte inferiori, più ordinario quello sulle volte del portico.

La nuvola di punti registra lo stato di fatto del costruito con precisione, assegnando per ogni punto univoca collocazione nello spazio. Quando si hanno tanti dati di rilievo un tema di metodo diviene cosa documentare e restituire.

 

Il lavoro lo sta svolgendo la società Piscan di Bergamo, di Guido ed Elio Pinto. Ecco Guido in azione.

 

 

 

(gsb)