Chiesa di Santa Caterina Ovvero prendersi cura degli edifici

La chiesa di Santa Caterina ha una facciata che si lascia attraversare dall’aria e dalla luce. La parete è decisamente curvata, concava e da essa si staccano quattro colonne a tutto tondo, due nell’ordine inferiore e due, più piccole, nell’ordine superiore.

È una caratteristica rara a Mantova, direi unica, forse perché gli edifici erano pensati più per la afosa e densa atmosfera estiva, o per la nebbia che richiede masse solide e compatte.

Da un po’ di tempo questa bella architettura lanciava messaggi di aiuto, come fanno spesso gli edifici di una certa età, con discrezione ma con insistenza lasciava cadere piccoli frammenti; L’incavo di una guscia, un breve tratto di listello, un porzione di intonaco.

La parte più in vista del nostro intervento consiste sicuramente nel restauro della facciata.

Ma c’è ben altro, ci sono una serie di opere forse meno affascinanti ma non meno importanti che interessano tutto l’organismo; la riparazione di alcune lesioni originate dal sisma del 2012, la manutenzione della copertura, la rimozione di una grande quantità di guano nel sottotetto, la rimozione di banali ma abbondanti ragnatele dalle volte interne.

Si tratta in pratica di prendersi cura di un bene che è della collettività e che abbiamo il dovere di trasmette alle generazioni future.

CAMPO DI BATTAGLIA (2)

Continua il gioco alla lavagna su Piazza Sordello.

Questo luogo rappresenta il punto più alto della città. Si immagina che in epoca antica fosse un isolotto al centro di un ampio terreno paludoso. Prima di essere un vuoto è stato l’originario nucleo abitato. Pare che la storia dello spazio come “piazza” abbia inizio all’epoca del colpo di stato dei Gonzaga. Questi presero il potere ai Bonacolsi tendendo  loro un imboscata spuntando da calli, sottoporteghi e anfratti. Per evitare che tali eventi potessero un giorno ripetersi – ma a loro danno- demolirono alcuni edifici, per avere dai palazzi del potere la massima visibilità sulla città.

Appare quasi ovvio che ai resti della città di epoca romana si possano pertanto sommare ritrovamenti di epoche successive – o perchè no? – anteriori.  Chi può davvero escludere la natura meravigliosa di eventuali ritrovamenti?

Ritrovamento Numero 2. Emerge la punta di una piramide egizia: nuovi motivi di orgoglio al campanilismo cittadino.

05 CHEOPERitrovamento Numero 3. Resti del dinosauro più grosso del mondo, o giù di lì. L’anello di congiunzione di qualcosa con qualcos’altro.

04 IL GRANDE OSSO 1Ritrovamento Numero 4: Flying Saucer. Civiltà aliene e prove dell’esistenza di vita extraterrestre. La Piazza era una antica pista di atterraggio.

05 INCONTRI RAVVICINATI 2Ritrovamento Numero 5: il ritrovamento definitivo. Mentre in sottofondo cresce la musica di György Ligeti, affiora il monolito di 2001, la Sentinella, manifestazione di un’entità superiore…

06 MONOLITO 2001Ma noi siamo sfacciati e abbiamo il gusto della provocazione.
Pertanto dopo anni di discussioni su ‘centro storico’, viabilità e parcheggi, ecco un approccio diverso al tema: un ‘bel’ parcheggio sotterraneo multipiano.

“Mi scusi, un parcheggio per il Centro?” “ Nel Centro!”

07 PARCHEGGIO IN CENTROSpingendosi oltre, osando là dove nessun uomo mai finora, una riflessione surreale (?) sul luogo. Nel quale molti degli edifici più importanti vengono mantenuti vuoti, a esporre sé stessi, senza più alcuna delle piccole attività commerciali che un tempo la animavano, forse sfrattate da una politica dei beni culturali non sempre comprensibile.

E se si invertisse la tendenza? Non ci sono soldi per riaprire la Camera Degli Sposi? E se il famoso “Centro” fosse un “Centro Commerciale”? Et voilà:

08 CENTRO SI MA COMMERCIALEInutile esternare indignazione e scandalo: ancora negli anni ’70 la città era piena di insegne luminose che dominavano gli edifici. Grandi insegne luminose. Un famoso ex-Vermouth, l’Apfel store, la galleria commerciale Coins, e finalmente – smettendo di costruirne ai margini della città – un bel ipermercato cittadino Coopf. Più vita di così! (gsb)