CATENA, CAPOCHIAVE BULZONE (4)

Ancora una rassegna di queste soluzioni a vista. VOLTA MANTOVANAIn Volta Mantovana (MN), piastre mute in spessore su una muratura in pietra.  VOLTA MANTOVANA 2In Volta Mantovana (MN), mascheramento con intonaco delle bandelle sulle terzere) MANTOVA 2In Mantova. Le estremità interne delle catene trovano una definizione in un motivo floreale metallico. Una sorta di coprifilo per mascherare l’innesto catena-muro, oppure per creare un contrast.MANTOVA - SAN LEONARDOIn Mantova, ristrutturazione di una vecchia cabina: da impianto a residenza.MANTOVA - PALAZZO PODESTAIn Mantova e forse ancora per poco: piastre provvisorie sul Palazzo del Podestà, dal 2012. 

 

(gsb)

CATENA, CAPOCHIAVE E BULZONE (3)

A Venezia, sui fronti degli edifici, c’è molta vita. Impianti di ogni genere, pubblici e privati. E ovunque, incatenamenti e capochiave, in genere a ‘paletto’. Il tutto ben visibile, per garantirne la migliore manutenzione possibile.

Il capochiave ‘a vista’ non è necessariamente successivo all’edificazione; d’altronde quello ‘nascosto’ o incassato non nasce sempre con la costruzione, e può essere frutto di interventi successivi.

VENEZIA 3

Per tutto il Veneto il capochiave è spesso un elemento inclinato. La rotazione, variabile dai 45° ai 60°, va ricondotta all’idea di conferire all’elemento la massima funzionalità strutturale in relazione alla tessitura muraria sottostante. Se inclinato, il paletto abbraccia porzioni maggiori di superficie esercitando migliore contrasto.
E’ lecito domandarsi se il paletto rigidamente verticale, che pare di notare ovunque in Lombardia, non sia figlio di qualche pregiudizio formale. Dove allo ‘storto’ o all’inclinato si attribuiscano un impatto visivo eccessivo o ‘disturbante’ sulle facciate storiche.

 

ROVIGO - ROVERELLA

Palazzo Roverella, Rovigo. Capochiave composto di recente fattura. Le catene interne,  affiancate su un setto, arrivano su due piastrine quadrate di circa 15 cm di lato e ruotate di 45°, collegate tra di loro in fase di inbullonamento da una sbarra a sezione quadrata.

L’espediente della doppia piastra potrebbe essere un modo per facilitare il montaggio in presenza di murature storiche che nel loro sviluppo presentano frequenti irregolarità di sezione, andando a produrre variazioni sulle misure dell’oggetto.

ADRO -BS

Adro, provincia di Brescia: Palazzo Bargnani-Dandolo, circa sec. XVII. Sulla muratura mista in pietra, riportata al vivo dopo un intervento di ‘spellamento’ dagli intonaci, spiccano grandi capochiave verticali a sbarra, di circa 150-200 cm di altezza, con due agganci sul paletto. All’interno in corrispondenza di questi elementi c’è uno spazio coperto da una volta strutturale decorata.

ADRO - BS

Il paletto con doppio aggancio rivela la presenza di una ‘catena estradossale’. Questo genere di intervento, non sempre strutturalmente efficace, ha come scopo principale l’occultamento delle catene interne. L’ambiente voltato rimane pertanto libero da elementi che potrebbero interferire con lo spazio o togliere visibilità ed efficacia agli ornamenti.

Dal punto di vista strutturale però catene siffatte non sono nella posizione migliore: la massima spinta della struttura è infatti circa all’imposta della volta.

Valadier - da Tomasoni(Giuseppe Valadier, ”L’architettura pratica dettata nella scuola…” 1831; ho tratto limmagine dall’utile libro dell’ing. Elide Tomasoni “Le volte in muratura negli edifici storici. Tecniche costruttive e comportamento strutturale”, Ed. Aracne, Roma, 2008)

La catena estradossale è composta da tre elementi principali: alla catena principale si connettono due aste inclinate, dette braghettoni, che afferrano il capochiave circa all’imposta della volta. 

 

(gsb)

CATENA, CAPOCHIAVE, BULZONE (2)

Mantova, Complesso di Palazzo Ducale, Palazzo Del Capitano, vista da piazza Lega Lombarda. Enormi capochiave composti in legno e acciaio a vista. Opera del primo novecento con interventi successivi. Le 4 catene di acciaio si collegano su Piazza Sordello a capochiave metallici ad asta semplice, meno visibili.

MN PAL DUC PZA PALLONE 2

Questo incatenamento è completato dall’erezione di setti di contrasto interni per produrre una controspinta. L’intervento viene ripetuto tre volte nella lunghezza dell’edificio.

La grande ‘sala della Dieta’ posta in sommità al palazzo risulta pertanto compartimentata da queste masse murarie che occupano tutta la larghezza della fabbrica. Forse per questo non rientra negli itinerari per i visitatori da almeno 44 anni.

MN PAL DUC PZA PALLONE 1

Nella foto si notano il degrado del legno e l’ossidazione delle parti metalliche, le lattonerie orizzontali, la dimensione complessiva dell’oggetto (circa 4×1 mt) composto da 4 travi lunghe, due profili metallici orizzontali ortogonali e da elementi intermedi fatti con spezzoni brevi. La forma fa pensare ad una zattera. Colpisce l’impiego del legno – probabilmente per le sue peculiari caratteristiche fisiche in relazione a dilatazioni stagionali e lunghezza della catena interna (circa 18mt)  – come interfaccia tra metallo e muratura per distribuire gli sforzi sulla superficie. 

MANTOVA PALAZ DUC

Mantova Palazzo Ducale, Appartamento Grande di Castello, vista dal lago Inferiore. Capochiave a piastra nervata, con incasso della muratura. Dimensione circa 50cm di lato.  Novecentesco.

MANTOVA ANGELI 2

Mantova, Borgo Angeli, Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Capochiave per doppia catena a piastra nervata. E’ in sovrapposizione e rinforzo ad un sistema semplice precedente, in corrispondenza di pilastro e volte a crociera interne. L’elaborata forma di questa piastra sembra rispondere anche a una intenzionalità estetica. Dimensione circa 100×70 cm. Forse fine anni ’60 inizio anni ’70.

MANTOVA ANGELI

Capochiave a spicchio sul fianco del pilastro in corrispondenza dell’arco presbiteriale interno. 

santa maria degli angeli - calzolari 1950

Studio Calzolari, Anni 1950-1965(?): fotografia dell’interno della chiesa nello stato precedente il rinforzo delle catene. Le catene passano al di sopra dell’imposta degli archi. (Dal sito Lombardiabeniculturali.it).

(gsb)